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L'Elettrosmog passa attraverso i muri, il tetto, le finestre e le porte

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Mesagne: Stop alle Antenne Selvagge!
Ultimo aggiornamento: Mer 23 Novembre 2005 Ore 20.00
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Clicca qui per leggere la PETIZIONE PUBBLICA contro l’installazione selvaggia delle antenne UMTS
 
new10_e00223.11.05 USA: telefonia mobile alla sbarra. Washington (USA) - La telefonia cellulare, croce e delizia della società contemporanea, è nell'occhio del ciclone dell'opinione pubblica statunitense: un turbine di polemiche sta travolgendo la ricca industria cellulare, accusata di produrre apparecchi dannosi alla salute. Ben cinque associazioni di consumatori statunitensi hanno ricevuto il benestare della Corte Suprema di Washington per procedere legalmente contro operatori telefonici e produttori. "Negligenza", "truffa ai danni dei consumatori", "frode": i capi d'accusa che animano le class-action lanciate dai consumatori degli stati di Maryland, New York, Pennsylvania, Georgia e Louisiana sono pesantissimi e fanno tremare i giganti del settore telefonico. Thomas Howell, unico rappresentante legale delle centinaia di persone unite nelle cinque organizzazioni coinvolte, sostiene che l'industria "sta deliberatamente producendo, commerciando e promuovendo apparecchi potenzialmente dannosi". Howell richiede perciò nuove norme nazionali volte a regolamentare incisivamente l'emissione di radiazioni per tutti gli apparecchi a radiotrasmissione. Una prospettiva non rosea per l'industria, che nell'ipotesi della vittoria dei consumatori dovrebbe aggiornare linee di produzione e componentistica. Nel mirino dei consumatori ci sono colossi come Nokia, Cingular, Motorola e Sprint. Le aziende in questione erano ricorse in appello presso la Corte Suprema di Washington nel tentativo di bloccare la pioggia d'accuse, capace di rovinare irrimediabilmente la reputazione internazionale di questi grandi marchi. Ma i massimi giudici hanno dato ragione alle associazioni, dando di fatto il via libera al procedimento. L'ombra dei danni oncologici prodotti dai comuni telefonini è il peggior nemico di qualsiasi azienda che opera in questo settore economico di primaria importanza. Andrew McBride, legale del gruppo Nokia per gli Stati Uniti, si difende sostenendo che "la rete di telefonia mobile è una risorsa nazionale e serve per l'economia, la società e la sicurezza interna" e che i cellulari di oggi sono sicuri. Nonostante gli apparecchi telefonici commerciati negli Stati Uniti e nel resto del mondo godano di certificazioni della FCC, l'ente governativo statunitense che vigila sulle telecomunicazioni e sulla loro innocuità, l'opinione della comunità scientifica riguardo i terminali GSM ed UTMS continua ad essere diversificata: l'assenza di una chiara e definitiva "assoluzione" dei telefonini continua a rappresentare una spina nel fianco per tutto il settore della telefonia mobile. (Fonte: Punto Informatico del 3 novembre 2005)
 
08.09.05 Studio congiunto dell’Universita’ di Stoccolma e dell’Istituto per la Ricerca sul Cancro di Bratislava (cliccare qui per leggere l’Abstract in lingua originale), appena pubblicato. Gli autori dello studio hanno investigato gli effetti delle microonde della telefonia mobile GSM sui linfociti umani di persone sane e di persone che hanno mostrato ipersensibilità ai campi elettromagnetici a radiofrequenza. E' stato rilevato che le microonde generate dai telefoni cellulari GSM influenzano la conformazione della cromatina, che è un indicatore di effetti genotossici e di risposta allo stress, e di alcuni geni, fra cui il p53, soppressore di cellule tumorali, in modo simile allo shock termico. Per la prima volta si è visto che tali effetti sono dipendenti dalla frequenza della portante. Si è osservata in media la medesima risposta negativa nei linfociti sia di persone sane che di persone ipersensibili ai Campi Elettromagnetici. Gli autori, all'inizio dell'Abstract, sottolineano il fatto che le attuali linee guida dell'ICNIRP ignorano i dati relativi a diversi effetti biologici causati da livelli di esposizione non termici generati dai telefoni cellulari. [segnalazione dei Comitati Roma Nord]
 
30.08.05 Uno studio dell’Universita’ di Chicago (cliccare qui per leggere l’Abstract in lingua originale), pubblicato il 15 agosto scorso e relativo a colture di cellule umane esposte a campo elettromagnetico pulsato a 2.45 GHz (tipico delle telecomunicazioni) dimostra l'alterazione di geni in numero crescente al crescere del tempo di esposizione (2 ore e 6 ore) e che tale alterazione non è legata ad un meccanismo termico, cioè tale alterazione non e’ dovuta solo ad un innalzamento della temperatura delle cellule. Viene smentito ancora una volta chi ancora si limita ad osservare e riconoscere soltanto gli effetti dei campi elettromagnetici dovuti all'aumento della temperatura delle cellule. (I limiti di campo elettromagnetico previsti dalla nostra normativa prendono in considerazione solo tali effetti termici sulle cellule). [segnalazione dei Comitati Roma Nord]
 
28.07.05 LA CORTE COSTITUZIONALE HA PRONUNCIATO LA SENTENZA RELATIVA AL RICORSO DELLE REGIONI TOSCANA E MARCHE CONTRO ALCUNI ARTICOLI DEL CODICE DELLE COMUNICAZIONI ELETTRONICHE. IL TESTO COMPLETO LO SI TROVA CLICCANDO QUI.
In sintesi le conclusioni sono:
1. Nei giudizi di legittimità costituzionale proposti in via principale non è ammessa la presenza di soggetti diversi dalla parte ricorrente e dal titolare della potestà legislativa il cui esercizio sia oggetto di contestazione (Alla stregua del principio nella specie sono stati dichiarati inammissibili nel giudizio de quo - promosso in via principale con ricorsi di varie Regioni - gli interventi della T.I.M. -Telecom Italia Mobile s.p.a., Vodafone Omnitel N.V., Wind Telecomunicazioni s.p.a. e Codacons).
2. Le norme contenute nel decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259 (Codice delle comunicazioni elettroniche) attengono ad una pluralità di materie rispetto alle quali variamente si atteggia la competenza legislativa dello Stato e delle Regioni. Tra i titoli di competenza esclusiva statale vengono in rilievo, per taluni profili, le "materie" dell’"ordinamento civile", del "coordinamento informativo statistico e informatico dei dati dell’amministrazione statale, regionale e locale" e della "tutela della concorrenza". I titoli di legittimazione regionale attengono invece tutti a materie di competenza ripartita, relative: alla "tutela della salute", per i profili inerenti alla protezione dall’inquinamento elettromagnetico; all’"ordinamento della comunicazione", per quanto riguarda gli impianti di telecomunicazione o radiotelevisivi, al "governo del territorio", per tutto ciò che attiene all’uso del territorio e alla localizzazione di impianti o attività. La legittimazione dello Stato a dettare norme in tale settore deriva - oltre che dai richiamati titoli di competenza legislativa esclusiva - essenzialmente dalla potestà di fissare i principî fondamentali nelle materie ripartite, a norma dell’art. 117, terzo comma, ultima parte, della Costituzione.
3. Sono in parte inammissibili ed in parte infondate le questioni di legittimità costituzionale degli artt. 86, comma 8, 87, comma 3, 88, comma 1, 89, comma 5, 92, 93, 94 e 95 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259 (Codice delle comunicazioni elettroniche) sollevate in riferimento agli artt. 117, 118 e 119 della Costituzione.
4. Non è illegittimo l’art. 86, comma 3, del Codice delle comunicazioni elettroniche, nella parte in cui prevede che le infrastrutture di reti pubbliche di comunicazione, di cui agli artt. 87 e 88, siano assimilate ad ogni effetto alle opere di urbanizzazione primaria di cui all’art. 16, comma 7, del d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia), pur restando di proprietà dei rispettivi operatori, e che ad esse si applichi la normativa vigente in materia. La scelta infatti di inserire le infrastrutture di reti di comunicazione tra le opere di urbanizzazione primaria esprime un principio fondamentale della legislazione urbanistica, come tale di competenza dello Stato, al pari dell’analoga scelta legislativa di carattere generale che ha portato il citato art. 16, commi 7 e 7-bis, del d.P.R. n. 380 del 2001, a classificare come opere di urbanizzazione primaria, tra le altre, le strade residenziali, gli spazi di sosta e di parcheggio, le fognature, nonché i cavedi multiservizi e i cavidotti per il passaggio di reti di telecomunicazione. Non si tratta, pertanto, di una norma di dettaglio, ma di una norma che fissa un principio basilare nella materia del governo del territorio, cui le Regioni, nel legiferare, dovranno attenersi a norma dell’art. 117, terzo comma, ultima parte, della Costituzione.
5. Non è illegittimo l’art. 86, comma 7, del Codice delle comunicazioni, il quale impone alle Regioni di uniformarsi ai limiti di esposizione, ai valori di attenzione ed agli obiettivi di qualità stabiliti dall?art. 4, comma 2, lettera a), della legge 22 febbraio 2001, n. 36 (Legge quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici); compete infatti allo Stato, nel complessivo sistema di definizione degli standard di protezione dall’inquinamento elettromagnetico di cui alla legge n. 36 del 2001, la fissazione delle soglie di esposizione e, dunque, nel lessico legislativo, la determinazione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità, limitatamente per quest’ultimi alla definizione dei valori di campo «ai fini della progressiva minimizzazione dell’esposizione» (art. 3, comma 1, lettera d, numero 2) (2); spetta invece alla competenza delle Regioni la disciplina dell’uso del territorio in funzione della localizzazione degli impianti e, quindi, la indicazione degli obiettivi di qualità, consistenti in criteri localizzativi degli impianti di comunicazione (art. 3, comma 1, lettera d, numero 1).
In applicazione di quest’ultimo principio  la Corte ha ribadito che rimane ferma la competenza delle Regioni nella determinazione dei diversi "obiettivi di qualità" cui fa riferimento il numero 1 della stessa lettera d) dell’art.3 del Codice, consistenti, appunto, nell’indicare criteri localizzativi, standard urbanistici, prescrizioni e incentivazioni per l’utilizzo delle migliori tecnologie disponibili.
La lettura combinata delle predette norme consente, pertanto, di escludere la sussistenza della denunciata violazione delle attribuzioni spettanti alle Regioni sia per quanto concerne la materia del "governo del territorio", sia per quanto attiene a quella della "tutela della salute".
 
 
05.07.05 In tema di normative comunali  e regolamenti per la pianificazione delle antenne di telefonia mobile presentiamo la recentissima bozza (ormai e’ quasi definitiva) delle innovative LINEE GUIDA PER LA PROGRAMMAZIONE DELLA RETE DI TELEFONIA MOBILE del Comune di BOLOGNA nate dalla concertazione tra Comune, gestori e Comitati. In esse sono presenti varie prescrizioni che vanno effettivamente nella direzione della salvaguardia dei diritti dei residenti sia da un punto di vista giuridico-amministrativo (v. art. 7 che tende a favorire, tramite i Quartieri, la partecipazione e l'informazione dei cittadini, delle Associazioni e dei Comitati sull'ubicazione degli impianti di telefonia e sullo stato delle emissioni elettromagnetiche in città: “I programmi annuali vengono pubblicizzati, oltre che per avviso presso l’Albo Pretorio, in modo completo sul sito internet del Comune e per estratto su un quotidiano ad ampia diffusione locale e messi a disposizione per la consultazione presso URP e Sportelli di Quartiere, per quanto riguarda il rispettivo territorio”) che sopratutto da un punto di vista sanitario (leggetevi l’art. 11 - comma 1):“...evitare un impatto diretto del fascio sugli edifici circostanti”;  comma 3) “Per le installazioni su edifici, sono preferibili quote elevate della base antenna rispetto al colmo dell'edificio sede di installazione”; comma 4) “L’altezza delle strutture porta antenne o degli edifici sede di installazione deve risultare il più possibile superiore a quella degli edifici circostanti, e comunque non inferiore all’altezza degli stessi”; comma 5) “I lobi primari di irradiazione delle antenne non dovranno essere orientati verso edifici circostanti di altezza confrontabile con quelle del palo o dell'edificio sede di installazione”; comma 9) in presenza di siti sensibili (strutture sanitarie, scuole, asili) minimizzare l’impatto sugli stessi intervenendo su parametri di cui al comma 1). Per approfondire, visitate l’apposita pagina allestita dal Comune di Bologna.
 
Fasano09.06.05 FASANO (BR) - Bloccata l’installazione di un’antenna di telefonia mobile (dalla Gazzetta del Mezzogiorno di oggi 9 giugno). Bloccata l’antenna di telefonia comparsa a ridosso di uno splendido campo da golf, a poche centinaia di metri dal sito archeologico di Egnatia. Il provvedimento - a firma del dirigente l’ufficio Territorio e ambiente del Comune di Fasano - arch. Antonio Carrieri - dispone la sospensione dei lavori di installazione dell’impianto “con l’avvertimento che - si legge nel documento emesso dal Comune -, in caso di inadempienza, si procedera’ a norma di legge, fatto salvo e impregiudicato ogni altro ulteriore provvedimento ai sensi delle vigenti disposizioni”. L’ordinanza e’ stata notificata alla societa’ Alcatel Italia Spa, che nei giorni scorsi aveva avviato i lavori di installazione di una stazione Radio base per telefonia mobile Wind Gsm 900-Dcs 1800. L’ordinanza tiene contro, tra l’altro, anche della vicinanza dell’antenna (e delle relative emissioni) ad un complesso residenziale. Ed anche per questo, e’ stata decisa la sospensione dei lavori.
 
BMJcover104.06.05 Il British Medical Journal di oggi (4 giugno 2005) pubblica un interessantissimo studio (cliccare qui). In Inghilterra e Galles i bambini che, alla nascita, vivono nei pressi di linee di alta tensione sono piu' a rischio di contrarre la leucemia rispetto ai bimbi che vivono lontano da queste linee. In uno studio epidemiologico che ha coinvolto piu' di 29.000 bambini, il Prof. Draper ed il suo team hanno scoperto che i bambini che vivono entro 200 metri e tra 200 e 600 metri da una linea di alta tensione presentano un significativo aumento del rischio di leucemia rispettivamente di 1.69 e 1.23. Leggi l’articolo...
 
03.06.05 Crolla un mito... - Cattive notizie per i proprietari di edifici che affittano i loro tetti per l’installazione di antenne di telefonia cellulare. Finora si e’ sempre detto che le radiazioni CEMantenna04elettromagnetiche emesse da un’antenna se le becca solo chi abita nei dintorni e non chi abita direttamente al di sotto dell’antenna, per una sorta di effetto “cono d’ombra”. Invece, secondo uno studio (dicembre 2004) di un’azienda tedesca di telecomunicazioni (IMST), pubblicato dall’autorevole rivista tedesca di elettronica CHIP (edita anche in Italia), anche nell’edificio su cui e’ installata l’antenna possono verificarsi elevati livelli di irradiazione elettromagnetica (per cui anche i proprietari degli edifici sui cui tetti sono installate le antenne non sono immuni da effetti negativi sulla loro salute). Cio’ vale tanto piu’ per le piccole e affusolate antenne UMTS, che mostrano effetti particolarmente pronunciati di una distribuzione del campo elettromagnetico estremamente caotica proprio al di sotto dell’antenna. Una volta confermato da ulteriori studi, cio’ rendera’ piu’ difficili le trattative tra gestori e proprietari di case per l’affitto dei loro tetti. Chi volesse approfondire, trova lo studio completo (in tedesco) cliccando qui. Il comunicato stampa ufficiale lo si legge cliccando qui.
 
Unione sarda0430.05.05 Rassegna Stampa: interessantissimo articolo del Prof. Angelo Gino LEVIS dal titolo eloquente, pubblicato dall’Unione Sarda il 21 maggio scorso, in cui si fa il punto di tutti i rischi per la salute dovuti alla telefonia cellulare GSM ed UMTS. Da leggere.
 
27.05.05 Pubblichiamo un documento eccezionale: si tratta di una sintesi degli studi epidemiologici (cliccare qui per leggerlo), ossia degli studi che hanno preso in considerazione gli effetti concreti sulla salute della popolazione esposta INVOLONTARIAMENTE per lungo tempo all’irradiazione elettromagnetica da parte delle stazioni radio base di telefonia mobile. Dunque non si sono riprodotti tali effetti in laboratorio studiando cellule umane in vitro, o animali, o gruppi di volontari. Tali studi hanno invece approfondito i reali effetti sulla popolazione vivente, suo malgrado, nelle vicinanze di antenne per telefonia mobile realmente operanti. Questi studi epidemiologici portano TUTTI alla medesima conclusione: L’INSTALLAZIONE DI STAZIONI RADIO BASE PER TELEFONIA MOBILE ALL’INTERNO DI ZONE RESIDENZIALI HA CONSEGUENZE NEGATIVE PER LA SALUTE DELLA POPOLAZIONE RESIDENTE NEI DINTORNI DELL’ANTENNA.
 
13.05.05 Ennesimo studio (Marzo 2005) che conferma l’influenza che le radiazioni della telefonia cellulare hanno sull’organismo umano. Tali radiazioni alterano le funzionalita' di un enzima (acetilcolinesterase) molto importante per il sistema nervoso centrale. Gli effetti sono irreversibili. Queste le conclusioni a cui e' giunto uno studio, pubblicato il 1° Marzo 2005, dei Proff. Barteri M., Pala A., Rotella S. del Dipartimento di Chimica dell'Universita degli Studi di Roma ''La Sapienza'', dal titolo "Structural and kinetic effects of mobile phone microwaves on acetylcholinesterase activity". In tale studio si evidenzia come la caratterizzazione e l'attivita' biochimica dell'enzima acetilcolinesterase cambia in modo strutturale sotto l'influenza della radiofrequenza prodotta dalla telefonia cellulare. Gli effetti sono irreversibili. L'acetilcolinesterase e' un enzima molto importante per la funzionalita’ del sistema nervoso centrale. Per la ricerca sono stati usati normali cellulari disponibili in commercio. Questo procedimento sperimentale ha fornito effetti sorprendenti in quanto i risultati sono stati rilevati praticamente senza errori sperimentali perché ottenuti confrontando un campione originale ed uno irradiato contenuti entrambi nella stessa soluzione enzimatica (per leggere l’abstract originale cliccare qui)
 
10.05.05 Importantissimo studio pubblicato dall'Universita’ di Vienna (il 30 aprile 2005): Il DNA umano si spezza a causa degli effetti non termici delle radiazioni GSM 1800 MHz. (ricordiamo che tali effetti non sono presi in considerazione dalle norme internazionali vigenti, compresa la legge italiana)
Questa ricerca conferma i risultati a cui e' pervenuto lo Studio REFLEX, commissionato dall'UE e conferma anche quanto affermato dal Prof. Hyland (vedi sotto) in uno studio del Febbraio 2005, sulla estrema pericolosita’ degli effetti non termici delle radiazioni della telefonia cellulare): il DNA delle cellule si spezza sotto l'effetto delle radiazioni elettromagnetiche dovute alla telefonia GSM. I valori trovati mostrano che le rotture del DNA non sono causate dall'innalzamento di temperatura dovuto alle radiazioni GSM (per la bassa intensita’ delle radiazioni  che causano queste rotture) e dunque sono una nuova e determinante prova di una dannosa azione non-termica sulle cellule (sebbene ancora sconosciuta nella sua completezza) dovuta alla radiazione elettromagnetica tipica della telefonia mobile.
Rammentiamo che gli effetti non termici erano stati evidenziati anche dal famoso studio olandese TNO.

10.05.05 Articolo importantissimo del Prof. Gerard J. Hyland pubblicato sulla rivista “Regioni e Ambiente” di Febbraio 2005 in cui si evidenzia la pericolosita’ degli effetti non termici sulla salute umana ed il fatto che tutte le normative vigenti, compresa quella italiana, non tengono conto di questi effetti. Per cui e’ obbligatorio un approccio precauzionale, ossia garantire che le stazioni emittenti siano collocate lontano da zone residenziali e altri luoghi sensibili, quali le scuole, gli asili, gli ospedali, le case di riposo ecc. e che l'intensità dell'esposizione pubblica sia al di sotto dei livelli ai quali fino a oggi sono stati provati degli effetti nocivi per la salute.  (Il Prof. Hyland tra l’altro e’ l’autore dello Studio STOA commissionato dal Parlamento Europeo, comprovante la pericolosita’ delle radiazioni non ionizzanti sulla salute umana, in particolare su quella dei bambini)

10.05.05 CONDANNA PER RADIO VATICANA
DOVUTA A “INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO”
Roma - 9 Maggio 2005. Un giudice del tribunale di Roma ha condannato a 10 giorni di carcere, con sospensione della pena, due dirigenti di Radio Vaticana con l'accusa di «getto pericoloso di cose» nell'ambito dell'inchiesta sull'inquinamento elettromagnetico nell'area circostante le antenne dell'emittente. L'inchiesta ha avuto origine dalle denunce presentate nel 2001 dagli abitanti di Cesano, piccolo centro a Nord di Roma, secondo le quali la morte di residenti per leucemia era legata alle emissioni elettromagnetiche. Tra i documenti presentati con l'esposto al vaglio degli inquirenti, i comitati dei familiari delle vittime avevano presentato un rapporto dell'Agenzia di Sanità Pubblica del Lazio secondo cui il tasso di mortalità per leucemia infantile a Cesano, situato nei pressi degli impianti di Radio Vaticana, era tre volte superiore rispetto ad altre zone della capitale. I magistrati avevano disposto anche una perizia, affidata a quattro esperti, che non aveva escluso un nesso di causalità tra l'esposizione alle onde elettromagnetiche e alcuni casi di leucemia nella zona.
Radio Vaticana si è sempre difesa sostenendo di avere prodotto onde elettromagnetiche entro i limiti fissati a livello internazionale e ha negato la scientificità delle ricerche mediche - prodotte dalle associazioni degli abitanti di Cesano - che mostravano un aumento di tumori nella zona attorno agli impianti.
 
10.05.05 E’ stata aggiunta la pagina “Lettera aperta degli scienziati”. Oltre a cio’ sono state “rinfrescate” altre pagine.
21.02.05 Salerno: il Comune vince contro H3G, impedendo l’installazione di un’antenna UMTS nei pressi delle scuole.
Il Comune, il T.A.R. ed il Consiglio di Stato  dicono NO ad "antenna selvaggia" a Salerno
Bocciata anche dal Consiglio di Stato l'antenna per la telefonia cellulare che l'H3G SpA intendeva installare in via Raffaele Mauri, a una distanza inferiore a 100 metri circa da 5 edifici scolastici, tra cui l'asilo comunale. In sede cautelare, il Comune di Salerno l'ha spuntata ed ha vinto anche in appello, scongiurando l'installazione della stazione radio base, che tanto allarme aveva generato tra gli abitanti del quartiere. È stato l'assessore comunale al Contenzioso, Lello Ciccone, a comunicare il deposito, a Palazzo Spada, dell'ordinanza dei giudici romani che hanno respinto l'appello che l'H3G SpA aveva presentato contro il giudicato di primo grado, già favorevole al comune. Lo scorso 11 marzo, il Tribunale di largo san Tommaso d'Aquino aveva detto no all'antenna di via Mauri, riconfermando, dopo la dichiarazione di illegittimità costituzionale del decreto-Gasparri, la bontà del regolamento comunale per la telefonia cellulare che vieta le antenne in prossimità di siti sensibili, ovvero scuole, ospedali e parchi pubblici.
Il contenzioso con l'H3G ha visto, per lo meno per il momento, la vittoria della giunta comunale che, lo scorso 17 giugno, aveva autorizzato il sindaco, Mario De Biase, a resistere, con l'assistenza dell'Avvocatura municipale diretta da Antonio Piscitelli, al ricorso di appello
 
21.02.05 Il 3 gennaio 2005 il sindaco di Lodi (dopo che i residenti Selvagreca si sono rivolti al loro legale il quale ha inviato una lettera al comune di Lodi e a tutti i gestori di telefonia coinvolti dichiarando FUORILEGGE le antenne ivi installate e l'intenzione di rivolgersi al T.A.R.), HA EMESSO L'ORDINANZA PER LA RIMOZIONE DELLE ANTENNE STESSE. Con l'emissione di questa ordinanza il comune di Lodi, ha praticamente ammesso i suoi errori, ma ci sono voluti 5 mesi di battaglia ininterrotta da parte dei residenti!! (per saperne di piu’...)
 
17.02.05 Antenne, Il Comune di Tricase (LE) vince contro H3G
Nel caso in questione e’ stata superata l’altezza consentita perchè, anche se l’antenna in quanto tale non può essere considerata un volume, lo sono invece il basamento e il vano che custodisce la strumentazione, che vanno oltre i 12 metri consentiti
Il Consiglio di Stato ha dato ragione al Comune di Tricase nella battaglia contro l’antenna per la telefonia mobile, realizzata dalla società H3G nella centrale via Roma e che supera l’altezza massima di 12 metri consentita dalle norme urbanistiche. I giudici della VI sezione hanno infatti annullato, in sede cautelare, l’ordinanza di sospensiva che un paio di settimane fa il Tar di Lecce aveva concesso alla H3G contro il Comune di Tricase, che aveva disposto il blocco dell’antenna perchè troppo alta. Per una parola definitiva sulla vicenda bisognerà ora attendere il giudizio di merito, che riprenderà dinanzi al Tar. I giudici del Consiglio di Stato hanno riconosciuto che, anche se il Codice delle comunicazioni definisce le antenne come opere di urbanizzazione e quindi ne consente l’installazione in qualunque parte del territorio comunale, lo stesso codice non consente deroghe rispetto ai parametri urbanistici e quindi anche rispetto alle altezze. Nel caso in questione viene quindi superata l’altezza consentita perchè, anche se l’antenna in quanto tale non può essere considerata un volume, lo sono invece il basamento e il vano che custodisce la strumentazione, che vanno oltre i 12 metri consentiti. L’antenna della H3g, che nel frattempo è stata realizzata, non potrà ora funzionare sino alla sentenza di merito. (da SudNews.it)
 
17.02.05 Ennesimo studio (del 30 gennaio 2005) su cellulari e salute che ne accerta la pericolosità
Un'equipe di medici irlandesi ha raccolto le prove che l'uso del cellulare può fare male alla salute provocando disturbi come nausea, mal di testa, senso di vertigini, stanchezza, confusione e ronzio alle orecchie. Secondo l'Associazione Ambientale dei Medici Irlandesi (IDEA) che ha svolto la ricerca, fino al 5% degli utenti di telefonini presenta questi sintomi e sulla scia di questi risultati l'uso dell'apparecchio, in particolare da parte dei bambini, dovrebbe essere limitato. Lo studio è stato effettuato su un campione di 16 persone che avevano lamentato questi disturbi a causa del cellulare. I 16 sono stati oggetto di mesi di osservazione, durante i quali hanno fornito informazioni dettagliate sull'uso del telefonino e sono stati sottoposti ad esami medici, inclusi prelievi del sangue ed analisi al fegato. Tredici di questi presentavano i suddetti sintomi in forma marcata e gli studiosi ritengono che fossero l'effetto diretto delle radiazioni emanate dagli apparecchi. (per saperne di piu’...leggi l’articolo pubblicato sul “Times”)
 
17.02.05 Bellissimo articolo pubblicato da “Rassegna Brindisina” (assolutamente da leggere) che spiega perfettamente come stanno realmente le cose a Mesagne (ammettiamo con invidia che noi non avremmo saputo scrivere meglio ;-) Aggiunto anche un articolo molto obiettivo di Gino Stasi, pubblicato su “Brindisi in Rassegna”, relativo alla posizione di “Medicina Democratica”
 
16.02.05 Visitate il sito http://www.protectschools.org/ creato dai genitori dei bambini frequentanti tutte le scuole della contea di Fairfax in Virginia (USA), fortemente preoccupati delle conseguenze derivanti dall’esposizione dei loro figli alle radiazioni elettromagnetiche emesse dalle antenne situate nei pressi delle scuole (o addirittura all’interno). Anche se in inglese, e’ un sito molto bello ed aggiornato, quasi quanto il nostro ;-).VISITATELO, in modo da approfondire la problematica antenne-scuole. Se volete, potete anche firmare la loro petizione on-line.
15.02.05
LE PAROLE: Dai quotidiani degli ultimi due mesi apprendiamo che sul problema dell’installazione delle nuove antenne UMTS “Il Comune vigilerà’”; “Il Comune condivide le paure dei cittadini”; “Il Comune e’ al fianco dei cittadini” (quest’ultimo e’ il titolo di un comunicato stampa dello stesso Comune).
I FATTI: Nello stesso periodo in cui comparivano questi titoli, e’ arrivato in Comune il parere favorevole dell’ARPA riguardo un’antenna UMTS che irradiera’ ulteriormente tre scuole in C.da Zecchino e presso l’Ufficio Tecnico sembra che ci sia un’altra richiesta per installare un’antenna UMTS in via Ionima, sul “Grande Traliccio” Telecom. Inoltre, sempre nello stesso periodo, un gestore ha terminato in fretta e furia l’installazione di un’antenna UMTS (a ridosso di altri tre complessi scolastici), e pare che l’abbia attivata senza attendere il completamento dell’iter amministrativo (in questo caso il Comune, secondo la normativa vigente, dovrebbe emettere un’ordinanza con cui il gestore deve pagare una sanzione pecuniaria e nello stesso tempo deve spegnere l’antenna per un periodo che va da due a quattro mesi)
MORALE: I gestori agiscono con i fatti, il Comune si e’ fermato alle parole. E’ ora che mantenga le promesse fatte ai cittadini, senza piu’ indugiare.
 
13.02.05 Aggiunto il “Manuale Elettrosmog” una guida di facile e rapida consultazione per chi vuole difendersi dalle insidie dell’invisibile e crescente inquinamento elettromagnetico che ci circonda.
12.02.05 Importantissima sentenza del Tribunale di Milano sulla installazione di antenne della telefonia mobile su un condominio. Se anche un unico condomino è contrario all’installazione di un’antenna radiomobile sul tetto del condominio, tale installazione non può essere realizzata: tale sentenza e’ utile per tutti quei condòmini che non intendono convivere con una simile installazione sulla loro testa. Il condominio deve approvare tale installazione ALL’UNANIMITA’. I giudici hanno argomentato il proprio dispositivo con il danneggiamento che queste antenne possono provocare nei confronti delle proprietà comuni.
08.02.05 Aggiornata la pagina dei Links. Visitate gli ottimi siti della A.P.P.L.E. del prof. Levis, del Comitato San Fruttuoso di Monza, del CONACEM, e dei comitati antielettrosmog di AVELLINO e LUCCA. Vedrete come tutta l’Italia e’ in fermento a causa di queste antenne!
08.02.05 Articolo dell’autorevole quotidiano americano Washington Post del 30 dicembre 2004 a firma di due importanti studiosi (occupa due pagine) dal titolo: INSTALLARE ANTENNE DI TELEFONIA CELLULARE VICINO ALLE SCUOLE E’ TROPPO PERICOLOSO. Uno dei due articoli termina in questo modo:”Questi studi indicano che dovremmo fare attenzione ai luoghi in cui installare le stazioni radio base della telefonia mobile. In caso di dubbio, non si installino queste stazioni radio base vicino a scuole, abitazioni ed a sedi o luoghi in cui la gente passa molto tempo”
 
06.02.05 ULTIM’ORA!!! - A MESAGNE VODAFONE-OMNITEL VUOLE INSTALLARE UNA QUARTA ANTENNA UMTS (DOPO LE TRE DELLA H3G) IN ZONA “ZECCHINO”, IMMEDIATAMENTE A RIDOSSO DI TRE COMPLESSI SCOLASTICI: LA SCUOLA MATERNA “DON MILANI” (FREQUENTATA OGNI GIORNO PER OTTO ORE DA UN CENTINAIO DI BAMBINI DI ETA’ COMPRESA FRA I TRE ED I CINQUE ANNI), LA SCUOLA ELEMENTARE “BORSELLINO” E L’ISTITUTO TECNICO COMMERCIALE. TALE ANTENNA SARA’ INSTALLATA NELLO STESSO LUOGO DOVE E’ GIA’ PRESENTE LA STAZIONE RADIO BASE DEL SISTEMA GSM. LO SI APPRENDE DAL SITO DEL COMUNE DI MESAGNE, CHE HA COMUNICATO IERI IL PARERE PREVENTIVO FAVOREVOLE DELL’ARPA (Agenzia Regionale Prevenzione Ambientale) RELATIVO A TALE ANTENNA, DATATO 16 DICEMBRE 2004. I NOSTRI PICCOLI ED I NOSTRI RAGAZZI SARANNO DUNQUE ESPOSTI AD UNA DOSE MAGGIORE DI RADIAZIONI ELETTROMAGNETICHE. PER AVERE UN’IDEA DEI RISCHI PER LA SALUTE DEI NOSTRI BAMBINI LEGGERE QUI (National Radiological Protection Board, gennaio 2005) E LEGGERE QUI (DOCUMENTO STOA - PARLAMENTO EUROPEO, marzo 2001)
RICORDIAMO CHE TUTTI I COMUNI CHE SI SONO OPPOSTI AI GESTORI VITTORIOSAMENTE IN SEDE DI GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA, HANNO UTILIZZATO COME UNA DELLE MOTIVAZIONI PRINCIPALI, SE NON LA PRINCIPALE, LA VICINANZA DELLE ANTENNE ALLE SCUOLE, IN QUANTO “AREE SENSIBILI”. PERCHE’ SI ARRIVI A QUESTO, PERO’, E’ NECESSARIA LA VOLONTA’ DA PARTE DEL COMUNE.... (VEDI SQUINZANO, LIZZANO, AVELLINO)
 
03.02.05 SQUINZANO (LE) - UN COMUNE CHE HA DIFESO I SUOI CITTADINI
«No all'antenna». Squinzano la spunta. Con la decisione del Tar di Lecce che dà ragione al Comune di Squinzano contro H3G (clicca qui per leggere il provvedimento), passa il principio che i Comuni possono opporsi all'installazione di impianti di telefonia mobile, specie se sono vicino ad una scuola (per saperne di piu’...)
 
03.02.05 Aggiunta la pagina Cosa fanno gli altri Comuni - Un piccolo esempio, che aggiorneremo periodicamente, di come diversi Comuni (oltre a Lizzano, a Squinzano ed Avellino le cui vicende potete leggere in ampio dettaglio su questo sito) vengono incontro alle sacrosante proteste dei cittadini. (i provvedimenti sono stati presi tutti in vigenza dell’attuale D. Lgs. 259/2003) senza farsi intimorire dal confronto con i gestori.
Conversano - dal Comune stop all'installazione dell'antenna (14.09.2004) (per saperne di piu’...)
Fasano - Due ordinanze comunali sospendono i lavori per l'installazione di antenne per telefonia mobile. La decisione è stata assunta “a seguito delle decine e decine di proteste giunteci a Palazzo di città dai cittadini residenti nei due quartieri” (2 luglio 2004) (per saperne di piu’...)
Canosa - E’ allarme elettrosmog. Il sindaco ribatte: «Nessun problema, c'è il fermo amministrativo» (29.01.2004) (per saperne di piu’...)
 
01.02.05 - LIZZANO, IL CONSIGLIO DI STATO FERMA L’ANTENNA UMTS
Dopo il no del Tar, il Comune di Lizzano ha avuto ragione dal massimo organo di giustizia amministrativa.
Il Consiglio di Stato, dà ragione al Comune di Lizzano, in provincia di Taranto, nella vicenda giudiziaria relativa all’installazione dell’antenna UMTS nel centro del paese. Solo poco tempo fa la repentina installazione di un’antenna per la videocomunicazione sul lastrico solare di una civile abitazione sita lungo il corso principale del paese, nel cuore del centro abitato, vicino ai luoghi di maggiore aggregazione della cittadinanza lizzanese e a pochi metri tanto dalla Scuola Elementare "Manzoni" quanto dalla Scuola Media "Zingarelli", aveva suscitato la protesta dei cittadini che si erano anche costituiti in un comitato spontaneo. L’Amministrazione comunale già nel momento in cui la ditta aveva presentato, nello scorso mese di giugno, la dichiarazione di inizio attività al fine di ottenere il titolo abilitativo per la realizzazione di un impianto di telefonia, secondo quanto il Decreto Gasparri dispone, aveva manifestato la propria contrarietà tanto che aveva notificato il diniego alla stessa installazione. Purtroppo, però, essendo la normativa che regola questa materia molto permissiva nei confronti delle installazioni delle antenne, non curante delle conseguenze che potrebbero gravare sull’ambiente e sulla salute pubblica, la ditta aveva fatto ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale ed aveva ottenuto la sospensione del provvedimento di diniego emesso dal Comune di Lizzano. Tuttavia l’Amministrazione comunale subito aveva deliberato di ricorrere dinanzi al Consiglio di Stato avverso il provvedimento di sospensione pronunciato dal TAR e che avrebbe favorito l’installazione dell’antenna. Difatti il Consiglio di Stato negli ultimi giorni ha rigettato la sospensiva del TAR dando ragione al Comune di Lizzano. Il sindaco, Antonio Cavallo, ha commentato "che la decisione del Consiglio di Stato tiene conto della salvaguardia della salute pubblica, che l’Amministrazione comunale sta cercando di tutelare con ogni mezzo avvalendosi anche della professionalità di avvocati validi e preparati. Infatti determinante è stata l’ottima difesa operata dall’avv. Natalia Airò". L’assessore all’Ambiente Vincenzo Altavilla, soddisfatto, afferma "che è doveroso tutelare la salute pubblica soprattutto in considerazione del fatto che l’antenna in questione sarebbe dovuta sorgere nelle immediate vicinanze di due scuole". Il sindaco Cavallo, inoltre, aggiunge che "l’Amministrazione comunale continuerà a vigilare rigorosamente nonostante l’enorme permissività che la vigente Legge Gasparri presenta in merito alla libertà con cui si possono installare le antenne per la telecomunicazione".
30.01.05 - Aggiunta nella sezione Giurisprudenza, un importantissima ordinanza del Consiglio di Stato (CONSIGLIO DI STATO, SEZ. IV - ordinanza 6 aprile 2004 n. 1612). Tale provvedimento, che costituisce precedente in vigenza del d.lgs 259/2003, stabilisce che l’intervenuta assimilazione delle stazioni radio base per telefonia cellulare alle opere di urbanizzazione primaria ad opera dell’art. 86, comma 3, del d.lgs. 1 agosto 2003 n. 259 (Codice delle comunicazioni elettroniche) non preclude al Comune, nell’esercizio del potere di pianificazione urbanistica, la potestà di localizzare dette opere in determinati ambiti del territorio, sempre che sia assicurato l’interesse di rilievo nazionale ad una capillare distribuzione del servizio.
 
29.01.05 - Il Quotidiano di Brindisi ha pubblicato un bell’articolo riguardante il nostro sito. Ne approfittiamo per ringraziare anche la Gazzetta del Mezzogiorno, Demo, Senza Colonne e la Repubblica, ossia tutte le testate che via via si stanno occupando di questo problema, in quanto permettono a tutti i cittadini della nostra provincia (e non solo, visto che stanno arrivando e-mail da cittadini e comitati sparsi per tutta Italia) di essere effettivamente sensibilizzati circa tutti gli aspetti legati al problema “antenne”: positivi (dal punto di vista economico) per chi concede l’uso del proprio tetto a 20.000 euro l’anno e negativi (dal punto di vista sanitario) per tutto il resto della popolazione.
 
28.01.05 AVELLINO - Sarà smantellata un’antenna della Tim ad Avellino, in Via Annarumma. E’ la diretta conseguenza di un’ordinanza (clicca per il testo integrale) pronunciata il 25 gennaio 2005 dal Consiglio di Stato. I magistrati hanno dato ragione al comitato civico costituito dai residenti di via Annarumma per protestare contro l’installazione del ripetitore, che avevano deciso di non fermarsi dinanzi alla sentenza pronunciata dal Tar di Salerno nell’autunno scorso. I giudici della sezione salernitana del Tribunale amministrativo regionale avevano respinto il ricorso presentato dai residenti della zona dando ragione alla società telefonica. Il regolamento del Comune, che prevede la tutela dall’inquinamento elettromagnetico per luoghi sensibili come gli asili nido situati in prossimità delle antenne, era stato ritenuto non valido. Annullando le ragioni dei residenti, dunque, che si erano appellati proprio alla vicinanza ad una scuola materna del gigantesco ripetitore installato a via Annarumma. Ma lo stop del Tar non ha fermato il comitato, guidato dal battagliero Gianfranco Turis. Di qui la decisione di ricorrere al Consiglio di Stato, condivisa anche dal Comune: l’amministrazione, infatti, ha inteso sostenere la causa dei residenti di via Annarumma. Tre giorni fa, la discussione dinanzi al Consiglio di Stato: a sostenere le ragioni del comitato civico, gli avvocati Stefano Sorvino e Domenico Sabia, ad assistere il Comune, l’avvocato Maggi. I tre legali hanno “sfidato” l’avvocato Zucchi, che sosteneva le ragioni della Telecom e sono riusciti a vincere la battaglia. E ora, ritenendo assai improbabile il ricorso del colosso di telefonia alla Cassazione, l’antenna sarà smantellata. La sentenza pronunciata su questo caso è importantissima anche perché rappresenta un precedente, in una legislazione ancora tutta da definire.
28.01.05 - Anche la Repubblica si occupa del nostro caso !!!
28.01.05 - In coda al testo della petizione trovate il manifesto pubblico affisso in citta’ a partire da oggi.
 
26.01.05 - Prime conseguenze dello Studio REFLEX: L’Appello di Helsink 2005 di scienziati e ricercatori
L’Appello di Helsinki 2005, promosso dal team di ricercatori “EMF Finland” chiede con forza al Parlamento Europeo di agire immediatamente perche’ nell’Unione Europea vengano adottati nuovi valori di sicurezza relativi alle radiazioni elettromagnetiche emesse dalla telefonia cellulare (gli attuali vengono definiti “obsoleti”). I fisici e ricercatori che la sottoscrivono sono preoccupati circa l’insufficiente applicazione del “PRINCIPIO DI PRECAUZIONE” riguardo i... (continua...)
 
26.01.05 - Lo “Studio Naila”
Naila e’ una citta’ della Germania meridionale, in cui e’ stato eseguito un lavoro di ricerca conosciuto come "studio Naila". Tale studio ha messo in relazione il numero di nuovi pazienti colpiti dal cancro con la vicinanza del loro luogo abitativo alle antenne di telefonia mobile. Per lo "studio Naila", un gruppo di medici di famiglia ha condotto un'analisi statistica della documentazione dei propri pazienti negli ultimi 10 anni. Questa statistica ha confrontato i nuovi casi di cancro comparsi in questo lasso di tempo sulla base della distanza dalle antenne di radiotelefonia.
Lo studio alla fine ha rilevato che per le persone che abitano nelle vicinanze di stazioni base (distanti meno di 400 metri), la frequenza del cancro è doppia rispetto al resto della popolazione se si considera l’arco di tempo 1994-2004, ed e’ tripla se si considera l’arco di tempo 1999-2004 (per saperne di piu’...)